Libia Bertelli Martinengo

 

“Nascere, Vivere, Morire?
No…! Diremmo piuttosto … Nascere, Crescere, Essere.
Essere è credere perché credere è un modo di conoscere, perché la conoscenza non è una sola ma è infinita, come sono infinite le possibilità della mente e del cuore di conoscere”

(Libia Bertelli Martinengo, Savona 1912 – Torino 2000)



La vita di Libia Bertelli Martinengo è stata ed è tutt’ora un perpetuo dono di conoscenza. Un dono che è tale nella misura in cui ne viene compreso il vero valore. Un dono che esprime e richiede un grande impegno, un dono d’amore  e verità, quella pura e semplice che continua a trasmettersi di bocca in bocca, anche se spesso gli uomini non sono disposti ad ascoltarla e riconoscerla.

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale al Duemila un vasto numero di persone di ogni estrazione, intere generazioni, si sono periodicamente avvicendate intorno ad una scuola di pensiero spirituale, di natura medianica che ha avuto in Libia la sua più alta e pura espressione.

Anna Bertelli (questo è il suo nome originale) nasce a Savona nel 1912. All’età di due anni, dopo la morte della madre, è adottata dalla contessa Martinengo e assume il nome, con cui rimarrà nota, di Libia Martinengo. Una grave forma di poliomelite le impedisce di frequentare le scuole; si rifugia nel suo mondo interiore e sviluppa doti di sensitiva che più tardi fioriranno in una serie di opere letterarie “subliminali” che attireranno l’attenzione di scrittori e intellettuali. A Torino, Libia stabilisce un rapporto con il Maestro, un’entità che le  detta molti dei suoi libri e i cui insegnamenti sono trasmessi a una cerchia di amici via via più vasta tramite conferenze proseguite per quasi cinquant’anni. Libia anima anche l’associazione Pitagorica e il Cenobio (negli anni 1970), affianca ai suoi interessi culturali un impegno politico di orientamento monarchico. L’impegno più duraturo rimane comunque Idea Spiritualista, un’associazione nata a Torino, alla fine degli anni Quaranta, per lo studio e la diffusione dei messaggi del Maestro. L’associazione Idea Spiritualista, si pone l’intento  di  realizzare un “razionale e sistematico studio delle umane intuizioni e delle divine rivelazioni”. Negli anni novanta nasce a Milano il gruppo Goccia di Luce.
Il Maestro insegna che tutte le religioni devono essere rispettate (indipendentemente dal credo di ciascuno): ogni religione è un mezzo per raggiungere lo Spirito. Dopo la morte di Libia Martinengo, avvenuta il 18 maggio del 2000,Goccia di Luce ha proseguito la sua attività ponendosi come scopo l’approfondimento dei temi che negli anni erano stati affrontati dal Maestro attraverso Libia e di cui esiste una ricca documentazione (oltre 1800 titoli) nell’orizzonte del pensiero etico, teologico e filosofico occidentale.



Personalità affascinante e discreta, frequentata da artisti, intellettuali e politici di altissimo livello, Libia Martinengo rappresenta uno dei più profondi e inesplicabili misteri del nostro tempo. Uomini di grande fama e spessore hanno frequentato il suo salotto e hanno lasciato meravigliati e lusinghieri giudizi sulla sua attività di medium e scrittrice medianica e sul valore dei messaggi espressi attraverso la sua persona.

Tra gli altri citiamo la testimonianza del noto scrittore Pitigrilli, al secolo Dino Segre,  a proposito dell’influenza che ebbe su di lui e sulle sue convinzioni l’incontro con la Martinengo. “Dopo aver letto vari libri sulla morte e su quell’aldilà, che è la continuazione senza urti dell’aldiquà, il caso (ma sarà davvero il caso?) mi ha fatto incontrare l’autrice di questo libro che ebbe tanta influenza su di me modificando le mie convinzioni sul destino dell’anima, sul soprannaturale e su Dio. Come ho raccontato in alcuni miei libri, l’autrice del presente libro quarant’anni fa ha mi ha messo in comunicazione medianica con amici, conoscenti e sconosciuti trapassati che (parlandomi di cose che conoscevo e di cose che ignoravo, ma della autenticità diedero la prova e la documentazione) mi diedero la certezza che la morte non esiste, che morendo conserviamo la nostra personalità terrena, la nostra formazione mentale, il bagaglio culturale e linguistico che avevamo raccimolato nella nostra esistenza.”[…]
E ancora Pitigrilli si esprime sul valore letterario dell’opera della Martinengo: pagine dettate attraverso lo Spirito alla medium che rivelano un alto livello qualitativo oltre ad un contenuto pregnante, capace di aprire nuove prospettive sia sul mondo terreno che su quello ultra terreno. “Posso esprimere la mia opinione su questo romanzo di Libia B. Martinengo – scrive Pitigrilli- sottolineandone una caratteristica che non lascia dubbi e tanto meno interpretazioni contrarie. Questo libro (come il precedente “Giovanni l’Annunciatore” dovuto alla stessa mano) rivela che l’autore è del mestiere. Si sente la potenza di chi sa davvero scrivere un libro, “un gran libro” cioè il libro di un artiere che conosce l’architettura del romanzo e i segreti di lavorazione, cioè: preparazione, sviluppi, conclusione, con tutti i fili sparsi che si radunano e si ricollegano con le idee che emergono dagli avvenimenti. Questo racconto non è il frutto di vaneggiamenti onirici o di divagazione di un febbricitante bensì è l’opera quadrata, solida, incrollabile, senza incrinature di un personaggio che sa scrivere.”
Il filosofo Gianluigi Marianini evidenzia, invece, la profondità del messaggio religioso contenuto nell’opera della Martinengo “Se tuttavia un’ osservazione bisogna fare, potrei dire che, nel travaglio di unificazione e di unità che agita oggi felicemente la Chiesa e le Chiese, quest’opera rappresenta la chiave di un tesoro comune di preghiera, fruibile non solo da Cattolici, Luterani, Anglicani, Evangelici ed ortodossi, ma anche da Musulmani, Buddisti, Induisti, Shintoisti, e da tutti coloro che in qualunque modo credono che qualche cosa vi sia oltre le stelle. Compresi, naturalmente, quelli che chiamo affettuosamente i “cani sciolti” del buon Dio, cioè i Teosofi, Antroposofi, gli Spiritisti, nonché gli appartenenti ad antiche e rispettabili Società Esoteriche. […] Certo, comunque, la Provvidenza non si vale soltanto del Catechismo Tridentino, molte e assai diverse sono le vie che portano al bene e in modo particolare nel ricco tempo ecumenico che stiamo vivendo  - lo Spirito, come dice la Scrittura, soffia dove vuole”.

Alla penna di Ettore Paniè sono affidati i “consigli di lettura” su come avvicinarsi all’opera della Martinengo, lasciando pregiudizi di qualsiasi natura e approcciandosi con animo e cuore aperti per ricevere la verità.
“Voglia credere il lettore che il Caso non esiste e che questo libro lo doveva leggere; lo legga dunque con attenzione, con distensione, senza preconcetti passionali o teologici badando molto più allo spirito dell’insegnamento che non alla lettera e, forse, avrà più luce e giovamento di quanto potesse sperare”. 




Opere principali:

La Superba avventura
Giovanni L’Annunziatore
Il soldato John
Oltre il limite
Una donna chiamata Maria
Delle malattie e dei segni zodiacali
Morte e trasfigurazione  (tragedia)
Viaggio astrale di G.G.
Le preghiere del Maestro
Un uomo chiamato Gesu’ Cristo